Dissesto finanziario al comune: le mezze verità!

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Nel 2016 il consiglio comunale di Caivano deliberò a maggioranza la dichiarazione di dissesto finanziario. L’amministrazione retta dall’ex sindaco Monopoli pervenne a tale decisione sulla scorta dei pareri tecnici degli organi burocratici dell’Ente che evidenziarono come il comune aveva accumulato, antecedentemente al 31 dicembre 2015, una ingente somma di debiti, oltre 25 milioni che gravavano sul comune impedendo di poter assicurare ai cittadini i servizi previsti dalla legge.

Il Consiglio comunale della dichiarazione di dissesto finanziario Caivano

Per la Procura Generale della Corte dei Conti, i responsabili del crac finanziario vanno individuati nell’amministrazione dell’ex sindaco Antonio Falco e della sua giunta municipale, che hanno amministrato il comune dal 2010 al 2014.

Per la Procura Generale della Corte dei Conti di Napoli la genesi del dissesto va rintracciata nei costanti ritardi nell’approvazione dei rendiconti di gestione, da riscossioni attestate su percentuali decisamente più basse rispetto alla media nazionale, alimentando una capacità di spesa fittizia.

Questa gestione disordinata e confusionaria avrebbe condotto nel 2016 alla emersione di un fortissimo disavanzo di amministrazione.

All’ex sindaco Antonio Falco e alla sua giunta dell’epoca formata da: Francesco Casaburo, Bartolomeo Perna, Enzo Pinto, Vincenzo Semonella, Antonio De Rosa e Giulio Di Napoli viene imputata una conduzione lassista e disinvolta dell’amministrazione pubblica, che oltre a provocare un dissesto finanziario, ha creato, negli anni, terreno fertile per le fortissime ingerenze della criminalità organizzata.

Sulla base di questa valutazione, la Procura Generale della Corte dei Conti chiede al giudice che valuterà le condotte dei singoli amministratori di condannarli all’incanditabilità per 10 anni e una sanzione totale di 256 mila euro.

L’8 gennaio 2024 ci sarà la prima udienza nel corso della quale gli imputati potranno produrre le memorie difensive.

Un aspetto di questa vicenda lascia molto perplessi: sul banco degli imputati siedono solo politici, benchè bilanci di previsione e consuntivi sono stati approvati, sempre, col parere favorevole dell’ufficio Ragioneria del Comune di Caivano e dal Collegio dei Revisori dei Conti.

Non spettava, forse, principalmente a loro, vigilare sulla correttezza dei conti prima che si creassero le condizioni del dissesto?

 

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