Il ministro Roccella in visita a Caivano per il 25 Novembre: “Alle vittime: mai più sole!”

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“Per noi è importante essere qui sia simbolicamente che concretamente, per ricordare gli avvenimenti che sono successi in altre città, vedi il caso di Giulia Cecchettin, ma ricordiamo le vittime di violenza a Caivano, fatti che hanno bisogno di un intervento costante, c’è stato chi si è lamentato, come il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, per la presenza troppo frequente dei ministri, ma un risarcimento, e c’è bisogno di costante attenzione a questo territorio per cambiare le cose” – ha esordito il ministro per la Famiglia e delle Pari Opportunità, Eugenia Roccella, che ha inaugurato oggi al Parco Verde di Caivano, il banner del numero anti-violenza 1522.

La scritta inconfondibile di una lotta contro la violenza che parte da lontano. Il 25 novembre è una data che ci richiama agli attenti, in Italia è alta l’attenzione alle questioni di genere. Ha continuato, il ministro: “In un anno di governo abbiamo intensificato molto l’azione contro la violenza sulle donne, abbiamo aumentato i fondi per i centri antiviolenza per le case rifugio, dal 35 a 55 milioni per l’accoglienza, abbiamo fatto approvare una legge, che è importante, che punta sulla prevenzione e non sulla repressione, cioè su interruzione del ciclo di violenza, con misure cautelari e soprattutto chiede tempi certi alla magistratura”.

 

Un’emergenza sociale che non può essere più taciuta

In Italia nel 2022 si sono registrati 106 femminicidi presunti, l’84,1% dei 126 omicidi con una vittima donna. È quanto emerge dall’ultimo report dell’Istat che parla di “dato in linea con quanto rilevato negli ultimi tre anni” sulla base delle informazioni disponibili su relazione tra vittima e autore, movente e ambito dell’omicidio.
Nel dettaglio, sono 61 le donne uccise nell’ambito della coppia, dal partner o ex partner; sono 43 le donne uccise da un altro parente; è soltanto una la donna uccisa da un conoscente con movente passionale ed è una la donna uccisa da sconosciuti, nell’ambito della criminalità organizzata.

Da questi dati emerge la richiesta di un’azione concreta da parte del Governo. L’ Italia è stata condannata più volte dalla Corte europea per la lentezza nell’adozione di misure cautelari che possono essere salvavita, imponiamo scadenza per misure cautelari, non più di 20 giorni, poi c’è l’ammonimento, il braccialetto elettronico. Abbiamo fatto questa legge, abbiamo lanciato campagna nelle scuole di sensibilizzazione con Valditara e Sangiuliano, poi di diffondere il numero 1522. Interventi non solo su scala nazionale, ma anche locale. Anche a Caivano, infatti, approda il progetto “Mille Giorni” contro la povertà educativa e la povertà materiale dell’infanzia. Si tratta di un’iniziativa condivisa con Save the Children: “Il progetto è stato realizzato in altre città, ho visitato quello di Roma, molto interessante e ricco di opportunità per i minori e i loro genitori. C’è uno sportello di ascolto per le mamme“, ha proseguito il ministro Roccella, sottolineando che occorrono “consapevolezza e strumenti nella relazione con il bambino” e che rendono “la stessa relazione più ricca. “C’è stata un’illuminazione dello stesso manifesto su Palazzo Chigi, dove abbiamo proiettato il numero 1522, abbiamo ricordato a tutti che è prima mano tesa verso una donna per uscire da situazione di violenza, prima accoglienza rivolta a tutte quelle che hanno solo un dubbio e non sono sicure di riconoscere se quella che stanno vivendo è una situazione di violenza che può aggravarsi e da cui non sanno come uscirne. Gli strumenti ci sono, il 1522 è il primo riferimento, importante che a Caivano, dove i fatti che sono avvenuto ci hanno colpito, che ci fosse questo segno della presenza dello stato, ma anche di una comunità si stringe intorno a una donna vittima di violenza ed è capace di raccogliere le sue necessità“.

Don Maurizio Patriciello: vedo segnali positivi a Caivano

Caivano intanto sta vivendo momenti migliori, lo ha ribadito il parroco Don Maurizio Patriciello: “Vedo segnali positivi, sebbene qualcuno dica il contrario, ci siamo lamentati quando lo stato non c’era, ora è venuto e ha anche chiesto scusa per i tempi in cui non c’è stato. I Ministri non arrivano a mani vuote, ognuno sta facendo qualcosa di importante per Caivano e noi dobbiamo soltanto ringraziarli. Fanno cose normali? E’ vero, vengo da Palermo, da un liceo classico, voglio solo parlare di normalità, non di legalità ma ci sono alcuni posti in Italia dove la normalità non c’è, dobbiamo pretenderla, chiederla con educazione e fermezza, chiedere a coloro che occupano posti importanti di starci vicino”. Alle solite provocazioni, Patriciello conclude: “Non è un giudizio politico sul governo Meloni, non sta a me farlo, la mia è testimonianza di un parroco che vive da sempre in questo quartiere e ora vede che qualcosa di bello sta succedendo”.

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