Raffaele Barbato candidato alla carica di Presidente Provinciale di Fratelli d’Italia.

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Fratelli d’Italia cerca il rinnovamento in Campania, una nuova ventata di idee, voglia di fare sui territori e forze giovani per affrontare con decisione le nuove sfide.

In vista del nuovo congresso, scende in campo Raffaele Barbato, giovane di Acerra e già candidato alla carica di sindaco nel 2017 nella cittadina a nord di Napoli, lo stesso ha trasmesso al partito la candidatura alla carica di Presidente di Fratelli D’Italia per la provincia di Napoli.

A sostegno della candidatura di Barbato si sono schierati Luca Scancariello, fondatore di Fratelli d’Italia e membro della direzione nazionale, Cosimo Amente, Capogruppo in Consiglio Regionale, Giuseppe Nocerino, unico consigliere Provinciale di Napoli, i membri dell’assemblea nazionale Busco e Mappa e tanti amministratori tra cui Luigi Muro, già parlamentare con AN e Sindaco di Procida, Santolo Licciardiello, Presidente del Consiglio Comunale di Qualiano, Luigi Belcuore , Vice Sindaco di Poggiomarino, una platea insomma larga e che abbraccia l’intera Provincia di Napoli.

Pieno sostegno anche dall’ex consigliera comunale di Caivano, Giovanna Palmiero, donna che ha ricoperto questo ruolo con il partito di Giorgia Meloni in opposizione all’ultima amministrazione sciolta per infiltrazioni camorristiche.

Il congresso avrà il giorno 3 Febbraio il dibattito di confronto della classe dirigente e Domenica 4 Febbraio sarà il giorno nel quale gli iscritti di Fratelli d’Italia eleggeranno i propri rappresentanti.

“Dopo l’indicazione del nostro leader rispetto al ruolo del doppio incarico dei parlamentari, era doveroso per la nostra classe dirigente mettere in campo una proposta per il ruolo di segretario Provinciale di Napoli solida e con una condivisione importante – dichiara Raffaele Barbato- ringrazio gli iscritti, i dirigenti e i tanti amministratori che hanno chiesto a me la disponibilità per questo importante ruolo di responsabilità, lavoreremo per allargare la platea della condivisione e ci rimetteremo al voto degli iscritti, – conclude Barbato – la democrazia interna resta il migliore antidoto contro l’antipolitica per una classe dirigente che su questo territorio è chiamata a sfide importanti.”

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