“Gli incontri arricchiscono il nostro sapere”, appuntamento con Simona Laurenza.

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L’associazione “Aps Tass” diretta dal preside Gaetano De Masi persegue senza scopo di lucro finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociali.

Presso l’istituto De Gasperi, plesso Rosselli, il settimo appuntamento, del progetto ‘GLI INCONTRI ARRICCHISCONO IL NOSTRO SAPERE’ che sta accompagnando gli studenti durante l’anno scolastico, il progetto è frutto di un protocollo d’intesa tra l’associazione e l’istituto De Gasperi con la dirigente scolastica Flora Celiento.

Panta Rei, quando l’amore dà voce al silenzio, con l’autrice caivanese Simona Laurenza.

Simona Laurenza, nata il 3 settembre 2005 a Napoli, residente a Caivano, ha frequentato il Liceo “Alessandro Manzoni” a Caserta, indirizzo Scienze Umane (opzione economico sociale). Attualmente studia Psicologia all’Università Luigi Vanvitelli a Caserta ( studentessa del secondo anno).Appassionata alla scrittura come metodo catartico dalle proprie emozioni e come terra di salvezza. Interessata al mondo dei giovani e alle loro fragilità e punti di forza.

TITOLO: Panta Rei, quando l’amore dà voce al silenzio.

CASA EDITRICE: Graus Edizioni. GENERE: Romanzo Sociale.

SCHEDA LIBRO

TRAMA: Ginevra, giovane e inquieta, è un’adolescente in bilico tra il mondo che lascia e quello adulto che la aspetta, portando con sé le paure e le insicurezze di questo passaggio. Ma una cosa la contraddistingue: un trauma che l’ha resa incapace di parlare, legandola a un doloroso senso di colpa. Nel tentativo di trovare perdono negli altri, ignora che il perdono più difficile è quello verso se stessa. L’incontro con Enea, un’anima affine e tormentata, accende in lei una scintilla di speranza e la spinge a guardare oltre le apparenze, esplorando il coraggio di vivere senza etichette e sfidando aspettative e pregiudizi. Una storia intensa che invita a riscoprire l’autenticità e la libertà di essere se stessi.

MESSAGGIO DALL’AUTRICE:

In un contesto ampio come quello della società, ci smarriamo..É difficile capire quando siamo davvero noi stessi.. perché in fondo, prima ancora della società, siamo prigionieri delle nostre paure e delle nostre insicurezze. Ognuno di noi ha una propria identità, che si ramifica in fragilità e forza. Coltivare il coraggio di seguire la propria stella sta a noi, brillare di luce propria (e non di luce riflessa) è una nostra responsabilità e di nessun altro. Il dolore insegna, mentre la gioia rilassa.. attraversare il dolore significa costruire una versione di sé più consapevole. Scegliere la strada più facile è profondamente sbagliato, bisogna capire che senza cadere non impareremo mai a camminare come si deve. Una persona una volta mi disse: “quello che puoi fare per essere diversa.. è studiare, è la cultura”.. dunque possiamo non solo crearci come teste ben piene, piene di sapere, ma soprattutto come teste ben fatte, teste che ragionano e che un domani possono fare la differenza, perché noi siamo il futuro di questo mondo che sta cadendo a pezzi.