Appalto Napoli-Bari, tra i nuovi indagati anche l’ex sindaco di Caivano Domenico Semplice

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In tarda mattina una notizia ha scosso la comunità di Caivano e l’opinione pubblica: l’ex sindaco di Caivano Mimmo Semplice ha subito una perquisizione ed è indagato. Infatti si allarga l’inchiesta della Procura di Santa Maria Capua Vetere sul presunto sistema di tangenti legato all’appalto da oltre 9 milioni di euro per lo smaltimento delle terre e rocce provenienti dai cantieri dell’Alta Velocità Napoli-Bari.

Sono otto, al momento, le persone coinvolte nell’indagine. Tra i cinque nuovi iscritti nel registro degli indagati figura anche Domenico Semplice, ex sindaco di Caivano dal 2001 al 2006 e attuale funzionario di Rfi, accusato di corruzione insieme alla moglie Laura Arena, agli imprenditori Giovanni Sferragatta e Vincenzo Bifulco e all’architetto Gaetano Sacco.

Secondo la ricostruzione della Procura, il funzionario avrebbe favorito l’assegnazione dell’appalto in cambio di denaro e altri benefici. Gli investigatori contestano presunti pagamenti per quasi 500mila euro, che sarebbero transitati attraverso consulenze ritenute fittizie, oltre al regalo di un Rolex del valore di circa 80mila euro, sequestrato dai carabinieri nel corso delle perquisizioni.

L’inchiesta coinvolge anche l’ex sindaco di Caserta Carlo Marino, l’imprenditore Antonio Luserta e l’avvocato Vincenzo Iorio, già raggiunti dalle prime perquisizioni dello scorso giugno.

Gli inquirenti ipotizzano l’esistenza di un più ampio sistema corruttivo finalizzato a favorire l’assegnazione di appalti nel settore dello smaltimento dei materiali di scavo della linea ferroviaria Napoli-Bari.

Le indagini sono ancora in corso. Per tutti gli indagati vale il principio della presunzione di innocenza fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna