Torino, anziano chiama il 112 per la solitudine: tra gli agenti intervenuti anche la caivanese Vivian Relli

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Non aveva bisogno di un intervento di emergenza, ma semplicemente di qualcuno con cui parlare. È una storia di grande umanità quella avvenuta a Torino, dove un anziano, rimasto solo dopo la recente scomparsa della moglie, ha contattato il 112 trovando dall’altra parte non solo professionalità, ma anche ascolto e vicinanza.

Durante la telefonata con la Centrale Operativa, l’uomo è apparso in evidente stato di difficoltà emotiva. Le sue parole erano poco comprensibili e gli operatori hanno deciso di inviare una pattuglia per verificare la situazione.

Ad accoglierli, gli agenti del Commissariato Centro hanno trovato il pensionato con la porta di casa aperta. L’anziano ha raccontato che la moglie, alla quale era profondamente legato, rappresentava il suo ultimo punto di riferimento dopo la perdita del figlio. Sopraffatto dalla solitudine e dal dolore, aveva semplicemente sentito il bisogno di parlare con qualcuno.

Successivamente sono giunti anche gli operatori dell’Ufficio Prevenzione Generale. Tutti insieme si sono fermati con lui per circa un’ora, offrendogli ascolto, conforto e una presenza umana che, in quel momento, valeva più di qualsiasi altra cosa.

Al termine dell’incontro, rasserenato dall’affetto ricevuto, l’anziano ha chiesto di poter scattare una fotografia con i poliziotti per conservare il ricordo di quella giornata speciale.

Tra gli agenti intervenuti c’era anche Vivian Relli, originaria di Caivano, agente della Polizia di Stato in servizio presso la Questura di Torino da quattro anni.

Un episodio che ricorda come il lavoro delle forze dell’ordine non si limiti alla sicurezza e al contrasto della criminalità, ma comprenda anche un’importante funzione sociale fatta di ascolto, sensibilità e vicinanza alle persone più fragili. Un gesto semplice, ma dal grande valore umano, che ha restituito serenità a un uomo profondamente segnato dalla solitudine.