Disabilità e centri estivi a Caivano: tra smentite e interrogazioni consiliari, al centro restino solo i minori

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CAIVANO – Pubblichiamo integralmente la nota dell’Assessore alle Politiche Sociali, Giuseppe Precchia, che interviene per fare chiarezza sulle polemiche sollevate nei giorni scorsi in merito alla partecipazione dei minori con disabilità ai centri estivi cittadini.

Di fronte alle accuse mosse dalla Consulta dei disabili – secondo cui gli annunci dell’Assessorato sarebbero rimasti “sulla carta” lasciando le famiglie sole – l’amministrazione comunale ha scelto di replicare non con le polemiche, ma attraverso i dati ufficiali degli uffici competenti.

I numeri dei Centri Estivi 2026
Dalla documentazione amministrativa emergono i dati reali relativi alle istanze pervenute per la stagione in corso:
160 istanze presentate complessivamente.
100 istanze ammesse.
22 richieste riferite specificamente a minori con disabilità.
Dal report degli uffici emerge un dato centrale: al momento della rilevazione, 14 minori con disabilità stavano già usufruendo concretamente del servizio. I voucher corrispondenti sono stati regolarmente ritirati dalle famiglie e distribuiti tra tre diversi soggetti gestori: 6 presso “Un’Infanzia da Vivere”, 5 presso “Phoenix” e 3 presso “Progetto Ambiente”.

Il chiarimento sui voucher non ritirati e i casi di autismo
L’Assessore Precchia tiene a precisare un punto fondamentale per evitare letture distorte della realtà: un voucher non ritirato non equivale a un minore escluso dal Comune, né può essere trasformato nella prova di un servizio negato.

Particolare attenzione è stata riservata anche alle situazioni che richiedevano un supporto specialistico. Per due minori con disturbo dello spettro autistico, gli uffici comunali non si sono limitati a una disponibilità di facciata: è stata infatti avviata un’interlocuzione diretta con le terapiste che già seguono i bambini a domicilio, verificando la loro disponibilità per un affiancamento di due ore giornaliere durante le attività estive, in attesa del necessario raccordo organizzativo con le famiglie.

Il nodo istituzionale e l’appello alla collaborazione
Nel replicare alla Consulta, l’Assessore ribadisce la piena legittimità e l’importanza del ruolo di controllo e stimolo che gli organismi civici devono svolgere. Tuttavia, si sottolinea come sia indispensabile verificare sempre i dati con gli uffici comunali prima di diffondere notizie che parlano di “servizi inesistenti” o “famiglie abbandonate”.

«Quando si afferma pubblicamente che un servizio non esiste o che gli impegni sono rimasti sulla carta – dichiara l’Assessore Precchia – non si esprime soltanto un’opinione politica, ma si formulano affermazioni precise sull’attività amministrativa che andrebbero sostenute da verifiche documentate. Proprio perché si parla di minori con disabilità, è indispensabile evitare strumentalizzazioni e fake news che penalizzano il lavoro degli uffici, dei gestori e delle stesse famiglie».

L’amministrazione conclude ribadendo la propria disponibilità all’ascolto e al confronto trasparente, sottolineando che sulla disabilità non si fanno campagne mediatiche, ma si lavora concretamente sui fatti e sui risultati

L’interrogazione consiliare del Movimento 5 Stelle

A seguito del dibattito, il 2 agosto 2026 il consigliere comunale del Movimento 5 Stelle (Sirletti) ha depositato un’interrogazione consiliare con risposta scritta e orale indirizzata al Sindaco Antonio Angelino, al Presidente del Consiglio Luigi Esposito e all’Assessore Giuseppe Precchia.

L’iniziativa punta a fare piena chiarezza e verificare sul piano tecnico e documentale l’effettivo svolgimento del servizio, chiedendo al Comune di fare luce su diversi aspetti centrali:
  • Figure specialistiche e competenze: Quali e quanti tecnici ABA certificati, esperti in Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA), psicoterapeuti, TNPEE o logopedisti siano stati contrattualizzati e impiegati, indicandone titoli di studio e iscrizioni ad albi professionali;
  • Strumenti per la non-verbalità: Quali strumenti concreti (tabelle CAA, software, PECS) siano stati forniti e adottati per la partecipazione dei minori autistici non verbali;

     
  • Controlli, bilanci e rendicontazione: Quante ore individualizzate siano state effettivamente svolte e rendicontate per ogni singolo minore, la tipologia dei contratti stipulati e l’esibizione delle relazioni tecniche finali sottoscritte dagli specialisti coinvolti;

  • Coinvolgimento delle famiglie e gestione: Le motivazioni per cui diverse famiglie di minori con disabilità complessa hanno riferito di non essere mai state contattate dall’Assessorato o dai Servizi Sociali per la predisposizione dei Piani Individualizzati.

Il nostro punto di vista: onestà, numeri certi e priorità ai minori

Da una parte le denunce accorate delle famiglie e della Consulta dei Disabili, che parlano di servizi rimasti sulla carta e di un senso di abbandono difficile da digerire. Dall’altra le repliche dell’amministrazione comunale e dell’Assessore alle Politiche Sociali, che cifre alla mano rivendicano l’erogazione dei voucher e l’attivazione dei sostegni. In mezzo, come troppo spesso accade quando lo scontro politico e mediatico alza il tiro, rischiano di sfocare gli unici veri protagonisti di questa vicenda: i minori e i loro diritti inconciliabili.

Di fronte a un tema delicato e fondamentale come l’inclusione delle persone con disabilità — e in particolare dei bambini più fragili — non servono slogan, né difese d’ufficio, né tantomeno strumentalizzazioni. Ciò di cui la comunità di Caivano ha disperatamente bisogno in questo momento è onestà intellettuale e massima chiarezza.

Quando si parla di disabilità grave, di spettro autistico, di affiancamento specialistico o di comunicazione aumentativa, le parole e le intenzioni non bastano più. Contano i fatti, i titoli professionali delle figure impiegate, le ore effettivamente svolte al fianco dei ragazzi, la qualità reale dell’accoglienza nei campi estivi.

In questo clima di forte contrapposizione e incertezza, l’interrogazione consiliare presentata dal Movimento 5 Stelle rappresenta un passaggio istituzionale indispensabile. Non si tratta di alimentare ulteriori polemiche, ma di cogliere l’opportunità per fare quella chiarezza documentata che finora è mancata. Solo risposte scritte, puntuali e trasparenti da parte della giunta potranno restituire quel minimo di serietà, serenità e verità di cui le famiglie hanno urgente bisogno.

La politica faccia la sua parte in Aula, ma nessuno dimentichi la regola aurea che dovrebbe guidare ogni scelta pubblica: al centro di tutto devono rimanere esclusivamente i minori e le loro priorità. Garantire loro un’estate fatta di socializzazione e supporto qualificato non è una concessione o un favore, ma un dovere inderogabile della comunità intera.