Il Tribunale di Napoli Nord lo ha assolto dall’accusa di minaccia aggravata nei confronti del sacerdote e di Bruno Mazza. La condanna a tre anni e quindici giorni per stalking riguarda un procedimento distinto.
Il Tribunale di Napoli Nord ha assolto Vittorio De Luca, suocero del boss Domenico Ciccarelli, dall’accusa di minaccia aggravata dal metodo mafioso nei confronti di don Maurizio Patriciello e di Bruno Mazza, responsabile del settore giovanile e scolastico dell’associazione “Un’infanzia da vivere”.
La sentenza è stata pronunciata dalla seconda sezione penale. De Luca, difeso dall’avvocato Roberto Cerbo, rischiava una condanna a due anni e quattro mesi, richiesta dalla Direzione distrettuale antimafia.
Secondo l’accusa, dopo l’esplosione di una bomba carta davanti alla chiesa di San Paolo Apostolo, al Parco Verde, De Luca avrebbe collocato un cartellone con la scritta “Bla bla bla”. Gli veniva contestato anche di avere minacciato Mazza con un coltello, dopo che il responsabile dell’associazione era stato indicato in una chat come presunto autore dell’intimidazione.
La condanna in un procedimento distinto
La condanna a tre anni e quindici giorni per stalking aggravato dal metodo mafioso riguarda un altro processo. In quel procedimento, De Luca è stato giudicato per la consegna di un proiettile a don Patriciello mentre il sacerdote distribuiva l’Eucaristia. La difesa ha annunciato ricorso in appello contro quella sentenza.



