A Caivano l’inchiesta continua e si complica

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Come già ho avuto modo di scrivere, pochi giorni fa ci sono stati gli arresti di alcuni amministratori, insieme a un funzionario del Comune e alcuni malavitosi, per la loro attività estorsiva nei confronti delle ditte aggiudicatarie di lavori per l’ente comunale. Ieri gli arresti sono stati confermati dal GIP e tutto riveste una luce nuova e maggiormente macabra perché il quadro probatorio fornito dalla Direzione Distrettuale antimafia sarà apparso completo e credibile per cui la situazione giudiziaria degli indagati si complica.

Ictu oculi l’attività criminosa sembrava delimitata alle opere di somma urgenza che non abbisognavano di gare o lunghi adempimenti burocratici e nulla più. Invece da notizie di stampa si evince che il quadro è molto più grave. Anzi sembra che l’attività malavitosa si estendeva ben oltre le attività di ordinaria amministrazione. Insomma secondo gli inquirenti a Caivano operava una pericolosa associazione a delinquere che tendeva a condizionare l’intera attività amministrativa del Comune per procurare ai suoi affiliati profitti illeciti.

Anzi gli indagati si sarebbero associati in un sodalizio malavitoso che vedeva protagonisti due consiglieri comunali che erano determinanti con il loro voto per le delibere del consiglio che interessavano l’associazione malavitosa, un assessore, sostituito troppo tardi dal sindaco, un esponente importante dell’ufficio tecnico e rappresentanti della malavita organizzata.

Naturalmente tale capolavoro delinquenziale non poteva limitarsi allo sfruttamento delle attività di ordinaria amministrazione, anche se dispendiose oltre ogni limite di decenza per l’Ente. A esse si accompagnava una attenta gestione delle attività atte a permettere alle scuole di funzionare e non solo.

Sembra che lo stesso ITIS Morano sia stato oggetto di pressioni e richieste che a quanto pare non hanno avuto riscontri positivi, a ciò si aggiunga  la volontà espressa dal consiglio comunale di sostituire parte della scuola dell’infanzia del Parco Vede con un presidio ospedaliero, naturalmente dopo aver fatto spendere oltre 350 mila euro per favorire la frequenza scolastica.

Sperperi o attività truffaldine? Chissà?!

Da tali fatti è facile arguire che l’intera macchina amministrativa era inquinata e tale da essere oggetto di indagine ed attenzione da parte degli inquirenti. Inoltre i cittadini si aspettano di conoscere se le continue proroghe alla ditta della raccolta dei rifiuti sia al di sopra di ogni sospetto e se il tutto sia stato fatto nel rispetto delle regole della economicità e regolarità del servizio che ancora oggi necessita della  verifica ed integrazione dell’elenco dei tanti cittadini tenuti al pagamento della TARI che è un vero e proprio balzello per i pochi cittadini che fanno la raccolta differenziata nell’assoluta inerzia del Comune.

Naturalmente anche lo stesso sindaco pro tempore Enzo Falco è stato ascoltato come teste o meglio come persona informata sui fatti. Naturalmente non è indagato e nulla è dato sapere sulle sue risposte, ma è facile arguire che nulla sapeva e nulla sospettava, tanto da essere considerato un buon padre di famiglia perché, come sosteneva Troisi  per Andreotti, era ingenuo e ben pensante. Una cosa però mi piacerebbe che fosse chiarita ai cittadini.

Perché Peluso è stato sempre confermato in giunta e solo da poco aveva subito il solo cambio delle deleghe? Cambiava qualcosa nella mente del sindaco?

Arcano della politica o mistero di Fatima? Ai posteri l’ardua sentenza! Chi vivrà vedrà!

Infine il sindaco sfiduciato non dovrebbe cambiare opinione e definire salvatori del paese De Lucia, Del Gaudio e Ponticelli  che, subito dopo la loro firma per la sfiducia erano stati definiti nemici della città? E non è meritorio invece  che insieme ai consiglieri di minoranza hanno  fatto piazza pulita del malaffare nel  nostro martoriato paese? In tale problematica attesa, a noi resta la consapevolezza della fine di un partito dimostratosi pernicioso e dannoso per Caivano.  Insomma dopo la bufera si spera che il sole ricominci a risplendere e a Caivano ci sia un rinnovamento radicale che porti al potere chi sa e vuole il bene di Caivano.

A tal proposito segnalo un post dell’artefice principale della sfiducia a una maggioranza morta e sepolta. Cercatelo e leggetelo “fusse che fusse la volta bona?” Come direbbe il compianto Nino Manfredi?

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