Il comune anticamorra sciolto per infiltrazione camorristica

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Apparentemente potrebbe sembrare un paradosso che un comune, come quello di Caivano, si dichiari manifestamente contro la camorra e poi venga sciolto dal governo per infiltrazione della camorra negli apparati istituzionali e burocratici dell’ente.

Questa è la realtà di Caivano che torna ad essere sciolta dal governo e che probabilmente potrà tornare a votare solo nel 2026. Eppure cinque mesi fa il consiglio comunale col presidente Francesco Emione aveva votato all’unanimità dei presenti di istituire un apposito comitato comunale per la lotta alla camorra, ai poteri opcculti, alla cultura della violenza e dell’illegalità.

Un comitato pretorico formato dal sindaco, due consiglieri comunali, un rappresentante del Forum dei giovani, oltre a rappresentanti delle scuole, Polizia Locale e un rappresentante dell’imprenditoria locale e del commercio.

L’obiettivo del comitato era quello di elaborare programmi di contrasto alla criminalità organizzata per contrastare il dilagante fenomeno dell’illegalità. In realtà il comitato non è stato mai formalmente costituito e non ha svolto nessuna concreta attività.

Oltre all’istituzione del Comitato Anticamorra, l’amministrazione comunale si era dotata di un ulteriore strumento, quello dell’incarico al dott. Pietro De Rosa, dirigente superiore di pubblica sicurezza in pensione, di coadiuvare il sindaco nella gestione delle proplematiche afferenti l’ordine e la sicurezza pubblica, nonchè alcuni settori sensibili come l’ambiente e l’ecologia.

Un incarico remunerato con il solo rimborso spese per 400 € mensili a partire dall’ottobre 2022.

Entrambi gli strumenti messi in campo dall’amministrazione Falco si sono rivelati inefficienti visto quanto emerso dalle indagini svolte dalla Direzione Distrettuale Antimafia.

In realtà il legislatore per impedire che nei comuni si svolgessero attività illegali, corruzione o peggio infiltrazioni della malavita organizzata ha fatto obbligo gli enti locali del piano triennale di prevenzione della corruzione e della trasparenza.

L’ obiettivo del piano è quello di individuare il proprio grado di espansione al rischio di corruzione e indicare gli interventi volti a prevenire il rischio.

Anche le azioni previste dal piano non sono riuscite a impedire che nel comune di Caivano si consolidasse un sistema che ha prodotto guasti evidenziati dall’inchiesta penale, eppure c’erano tutti i segnali di quello che poteva accadere.

riparazione buche stradali
Le continue riprazioni di buche stradali con ditte colluse

Il patologico ricorso ai verbali di somma urgenza, gli affidamenti diretti, le proroghe tecniche erano chiari e manifestavano spie di una mala gestio.

Occorreva per tempo chiudere quella falla, ma nessuno sembra se ne sia accorto.

Sciatteria, manifesta incapacità, clima omertoso o peggio?

Certamente non poteva non sapere il sindaco Falco, così come scrivono i magistrati. Come è difficile immaginare che si sia consolidato nel tempo un sistema fra politica, imprenditori e camorra senza che nessuno se ne accorgesse.

Il commissariamento di Caivano , l’inchiesta penale sul malaffare in comune, la vicenda dello stupro della ragazzine fanno di Caivano un paese perso nel degrado e nell’illegalità.

Ci vorranno molti anni prima di risalire la china. Non sarà nè semplice, nè agevole, ma la precondizione essenziale per la rinascita di Caivano è che emerga una nuova classe poltica fatta di giovani, donne e uomini che non hanno alcun tipo di rapporto con il passato e l’attuale presente.

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