“Ho visto Chicca volare”, il libro su Fortuna presentato al Parco Verde

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“Ho visto Chicca volare”, il nuovo libro dell’avvocato Angelo Pisani (album Editori) è stato presentato presso l’istituto “IC3 Parco Verde” di Caivano, del dirigente scolastico Bartolomeo Perna.

Angelo Pisani, tramite la ricostruzione dell’indagine giudiziaria, avendo difeso la famiglia Loffredo nel processo, è riuscito a dare una testimonianza di ciò che è realmente accaduto il 24 giugno 2014. Presenti tra essi, oltre all’avvocato Angelo Pisani, Giovandomenico Lepore, ex procuratore della Repubblica di Napoli, il magistrato Nicola Graziano, l’avvocato Antonella Esposito, la criminologa Francesca Beneduce, in collegamento la grafologa forense Sara Cordella, il Presidente CeSFi Ezio Stellato, tutti hanno attualizzato il caso di Fortuna Loffredo ai recenti fatti di cronaca, sottolineando il ruolo attivo dei cittadini nella ricostruzione di eventi, testimonianze preziose, utili ai fini investigativi.

Un sottile richiamo al comportamento “omertoso” che non può più essere più tollerato in un quartiere, noto in tutto il panorama nazionale ed internazionale, per abusi e stupri sui minori. I sex offender non dovrebbero più esistere, per farlo occorre che la legge faccia il suo compito, e la cittadinanza, la sua parte. L’evento è stato moderato dalla giornalista e firma di Il Mattino Maria Chiara Ausilio

La storia.

Un brutto giorno di giugno del 2014 si viene a sapere che una bambina di 6 anni, Fortuna Loffredo, da tutti soprannominata Chicca, è caduta dal settimo piano del palazzo in cui abitava, un edificio del Parco Verde di Caivano, lo stesso dove un paio di anni prima un altro bimbo, Antonio, ancora più piccolo, aveva subito la stessa sorte. È morta sul colpo e da subito si intuisce che non è un incidente. A crederci per prima è una docente della scuola che Chicca frequentava; la donna si mette in contatto con Pisani, noto avvocato del foro di Napoli, perché indaghi e non faccia passar sotto silenzio la tragedia. Inizialmente restio, Pisani si convince che quella caduta non è casuale: qualcuno deve aver spinto la piccola. Ma se è così, perché? Dopo qualche settimana l’autopsia rivela che sul corpo di Chicca ci sono anche segni di violenze sessuali: chi ha abusato della bambina potrebbe essere l’autore dell’omicidio. Il primo a voler andare a fondo nella vicenda è il magistrato Federico Bisceglia, che però pochi mesi dopo l’inizio dell’indagine muore in un incidente stradale sulla A3; nel giro di poco si ha la conferma, Chicca è stata lanciata giù da un adulto: ma chi è stato, davvero, a commettere l’orribile delitto? Cosa fare perché non si ripeta più? Poi purtroppo le cronache di questi giorni hanno registrato negli stessi luoghi altre atrocità ed orrori in un inferno ancora da bonificare per assenza di valori e delle istituzioni.

Con prefazione del magistrato Nicola Graziano, il romanzo mostra la complessa relazione tra la macchina della giustizia, il degrado socio-culturale e un caso di rara efferatezza che scosse molto l’opinione pubblica e che, come si vede con terribile ricorrenza, continua a essere di attualità, dopo gli stupri di questa estate commessi a danno di minori nello stesso posto. La narrazione dà conto anche degli errori giudiziari, delle facili accuse, della volontà di sbattere il mostro in prima pagina, calando la dinamica nella periferia di una metropoli dove sembra che lo stato non riesca ad arrivare e i primi a essere danneggiati da questa assenza sono i più piccoli, in modo irreversibile, purtroppo i cosiddetti “bambini mai”, come denuncia a gran voce l’avvocato Pisani.

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