La strategia di contrasto alla violenza, perpetuata dalle baby gang, può essere rimodulata attraverso una nuova legge. Lo ha affermato, durante una conferenza, la premier Giorgia Meloni in merito al decreto Caivano, che in questi giorni è ritornato alla ribalta dell’opinione pubblica.
Lo scopo del decreto, lo precisiamo, è mirato al prevenire l’aumento del tasso di criminalità tra i giovani, andando ad incidere sulla deterrenza, e dunque limitarne la recidiva. Bisogna quindi vietare la diffusione di armi da taglio tra i giovanissimi, in quanto si tratta di un’usanza molto diffusa tra i minorenni, ed è un fenomeno da non sottovalutare.
«Noi ci siamo occupati di questa materia con il decreto che accompagnava quello su Caivano, raccogliendo consigli che venivano da magistrati che lavorano in quei territori e risolvendo alcune lacune, tra cui, la possibilità di arrestare in flagranza un minore in possesso di arma di fuoco. Fummo accusati al tempo di arrestare i bimbi, il nostro intento era diametralmente opposto: di salvare quei minori. Ma non basta, perché il fenomeno delle gang giovanili e dei cosiddetti maranza continua a imperversare e lavoriamo a un nuovo provvedimento».
Ha continuato, poi la premier: «Molto spesso, gli atti di violenza sono commessi più con armi da taglio che con armi da fuoco, penso che vada vietato il porto con un’aggravante nel caso di persone travisate o nel caso di gruppi di persone che si riuniscono in luoghi sensibili. Va vietata la vendita anche online ai minori di armi da taglio e simili e servono sanzioni nei confronti dei genitori». Tuttavia, è necessario ripristinare il clima di collaborazione istituzionale: «Se vogliamo garantire sicurezza occorre lavorare tutti nella stessa direzione — ha sottolineato —: governo, forze di polizia e magistratura».



