Affittavano la casa al boss Angelino, padre e figlio ai domiciliari

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Nuovi risvolti sulla mega inchiesta della Dda, che vede coinvolto il clan Angelino. In particolare, dalle attività investigative sarebbe emersa la rete di affiliazione dedita all’estorsione a danno di imprenditori e commercianti di Caivano ed alcuni comuni limitrofi. Arresti domiciliari per aver favorito la latitanza del capo clan Antonio Angelino, per due ausiliari al traffico di San Cipriano d’Aversa, Raffaele Cristiano e suo figlio Antonio. La  decisione è stata presa, a seguito dalla dodicesima sezione del Riesame del tribunale di Napoli, che ha accolto l’istanza di riqualificazione del reato di associazione a delinquere di stampo mafioso a concorso esterno, avanzata nell’interesse dei due indagati dall’avvocato Domenico Della Gatta. 

I due uomini, per i magistrati antimafia, avrebbero infatti favorito la latitanza, per circa un mese, del capo del gruppo criminale Antonio Angelino, detto “Tibiuccio”, arrestato lo scorso 9 luglio 2023 in una villetta ad Ischitella, presa in affitto proprio da Raffaele Cristiano per 1500 euro al mese. 

Dalle indagini, è emerso che Antonio Cristiano è legato sentimentalmente alla nipote di Angelino. I due indagati sono stati destinatari il 12 marzo scorso di un provvedimento cautelare disposto su delega del procuratore distrettuale di Napoli, Nicola Gratteri ed eseguito dai carabinieri del nucleo investigativo del gruppo di Castello di Cisterna, nei confronti di 14 persone accusate di associazione di tipo mafioso, estorsione e tentata estorsione.

Dopo le indagini della Dda, agli arresti domiciliari anche Ferdinando Sorvillo, un 46enne di Orta di Atella, titolare della società DB Truck, per reato associativo ed estorsioni a danno di alcuni imprenditori edili, seguendo le direttive degli altri adepti al clan. Dall’inchiesta è emerso, che Sorvillo avrebbe riscosso anche 2000 euro “da quello del cemento” (azienda a cui si fa riferimento nelle intercettazioni) in due momenti diversi. Attualmente, è assistito dagli avvocati Ferdinando Letizia, Anna Tartaglione e Biagio Bianco. Al riesame, gli è stato convalidato soltanto il reato di estorsione, mentre è stato annullato il capo A) 416 bis c.p. dell’ordinanza per mancanza dei gravi indizi di colpevolezza.

Stando alle indagini dei carabinieri, risalenti al periodo compreso tra maggio e novembre 2023, il clan avrebbe messo a soqquadro ben 36 attività economiche (presenti a Caivano e nei paesi limitrofi) con episodi consumati o tentati di estorsione. 

 

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