A Caivano è il momento di riflettere su quanto avviene nel Parco Verde

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Sono scaduti i termini concessi dalla magistratura per lasciare le abitazioni del Parco Verde occupate abusivamente e purtroppo la faccenda diventa sempre più complessa.

Da una parte ci sono più di quattrocento persone che dovrebbero abbandonare gli alloggi per andare a vivere non si sa dove, e dall’altra c’è la necessità di far rispettare la legge da parte dei poteri dello stato.

Cosa succederà tra poco nel famoso parco dei diseredati?

E quale sarà il diritto prevalente che, assicurando il rispetto della legge, saprà tutelare il diritto di tutti?

Parco Verde anni 80′

A prima vista sembrerebbe che qualcosa non abbia funzionato sin dai primi insediamenti degli sfollati di Napoli dopo il terremoto del 1982. Infatti, insieme agli alloggi nessuno si preoccupò di assicurare lavoro e serenità a una comunità colpita improvvisamente dal male di vivere del post terremoto e nessuno pensò che tale situazione potesse degenerare a scapito della legalità. Insomma presto il malaffare fu un mezzo per sopravvivere in una realtà ostile e pericolosa. Presto lo spaccio della droga cominciò a dilagare e con esso ci fu la fuga dal malaffare di quanti non erano disposti a sopravvivere in un quartiere ghetto.

Molti assegnatari degli alloggi cercarono nuove sistemazioni in casa salubri e non fatiscenti e la nascente camorra del quartiere cominciò a interessarsi a una nuova forma di arricchimento. Cominciò il commercio degli alloggi anche se malsani e molti cittadini, provenienti non ancora si sa  da dove, potettero occupare le case abbandonate in cambio di pochi euro.

Insomma, l’inefficienza dello Stato e del Comune favorirono la proliferazione del malaffare e l’insediamento di altri diseredati nel Parco Verde che, senza arte né parte, ingrossarono l’esercito di riserva del vivere dolente del quartiere . Da qui la crescita dell’illegalità e il conseguente male di vivere in tutto il paese, ostaggio ormai della delinquenza organizzata, come si può rilevare dalle vicende giudiziarie che hanno visto amministratori e camorristi collusi, finire in carcere per reati gravissimi.

Insomma, perché stupirsi se nel Parco Verde la pratica dell’occupazione abusiva degli alloggi del Comune è di tali dimensioni? 

E perché meravigliarsi se i cosiddetti occupanti degli alloggi, chiedono con forza, e manifestazioni non sempre lecite, di essere legittimati in un possesso non previsto dalla legge?

E soprattutto perché non meravigliarsi se i funzionari dello Stato fanno a gara per rassicurare gli occupanti abusivi, assicurando agli stessi, la benevolenza propria e dei pubblici poteri?

Io credo che si tratti di un bluff destinato all’insuccesso!

Se proprio si vuole fare qualcosa si mettano a disposizione dell’ottimo commissario governativo Cicilano, le risorse necessarie per la ricerca di una soluzione al problema nel rispetto della legge. Anche perché il commissario sta dando una dimostrazione di capacità e disponibilità per i bisogni dei cittadini di rara efficacia. Io sono uno che apprezza quanto il governo nazionale ha fatto e sta continuando a fare per il riscatto di Caivano, ma  non voglio che il malaffare continui ad essere una nota dolente per tutti i cittadini.

Parco Verde Caivano
Parco Verde Caivano

Che si faccia qualcosa che vada incontro ai bisogni leciti dei dimostranti, compreso un provvedimento legislativo che  soddisfi i bisogni legittimi delle persone oneste del Parco Verde, ma non mi piacerebbe se si adottasse un comportamento lesivo della legalità da parte dei buonisti di turno.

In tal caso la Procura della Repubblica di Napoli Nord, come già anticipato, dovrebbe procedere nell’esame dei singoli casi, i cui esiti sembrano alquanto temuti da quanti non aspettano nulla di buono per loro. Insomma la legge va interpretata alla luce dei nuovi e vecchi bisogni di chi è chiamato a osservarla, ma non va cancellata. Che si aiutino i bisognosi, ma non le persone che vogliono continuare a vivere senza rispettare le leggi.

Che Caivano non sia più un paese dimenticato. Anzi Caivano deve contare e svilupparsi con una nuova classe dirigente legittimata con il voto dei cittadini!

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